• Pino Usicco

Il "Viaggio Virtuale" intervento...

VENEZIA PIAZZA SAN MARCO


Gloria Vallese con il suo saggio: ”Basilica di San Marco Apparati Decorativi” p. 428 / 533,

ci introduce ad approfondimenti che restituiscono una lettura 'dimenticata' a talune interpretazioni

come ad esempio il primo arco del portale maggiore. Di seguito i capitoli e i sotto argomenti trattati.


1. San Marco basilica Cristiana. 2. Il dono delle Lingue. 3. Tempo dello Spirito.

4. “Se ti sabir, ti respondir!”. 5. Il progetto iconografico della facciata.

6. Secondo arcone:i Mesi (1260 ca.?). 7. Ma quando esordisce il nuovo stile a San Marco?

8. Le radici. 9. La tribuna d'onore. 10. Il rivestimento marmoreo. 11. Il litostrato.

12. Il rivestimento interno e la Pala d'oro. 13. Il coronamento. 14. Il portale sud. 15. Conclusione.


I sotto argomenti:

Gli artefici della nuova Fabbrica p. 430;

Nomenclatura della cupola della Pentecoste p. 436; Porta Maggiore, arco del “Firmamento” p. 440;

Arco del Firmamento:le due aquile p. 446; Volpe e Gallo, Lupo e Agnello p. 448;

Gemini i Gemelli zodiacali p. 451; La coppia di Dromedari ”Aldebaran” p. 451;

I due Cavalieri p. 452; L'ascesa delle Pleiadi p. 454; Il Corso dl Sole p. 456; 11 La Famiglia di Perseo p. 458;

Corso del Sole “Engonasin” p. 460; Virgo Ascesa di Arturo p. 462; Serpenti e Moti Celesti p. 466;

Uccelli e Viaggi p.470; Porta Maggiore, arco dei mesi intradosso p. 480; Restituzione parziale delle Costellazioni

p. 484 Acquario, Sagittario, e Andromeda del Capricorno p. 492; Arco dei Mesi estradosso: Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Cristo benedicente fra 2 clipei, (Luglio), Agosto, Settembre Ottobre Novembre Dicembre

p. 496; La cupola della Creazione p. 523


Basilica di San Marco Archi del portale maggiore: “Firmamento”, Mesi, Mestieri

Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura ®


Un giorno di fine estate di alcuni anni fa, ero a metà del mio lavoro, visitai la mostra: “Stelle e viaggi. Un ciclo astronomico nel portale maggiore della Basilica di San Marco a Venezia”. Rimasi colpito sconcertato dalle ricerche condotte dalla curatrice Gloria Vallese. Tutto ciò che sapevo, che pur avevo studiato, venne spazzato via. Una lettura, quella di Gloria, che mi fece rimanere con il fiato sospeso, che mi lasciò senza parole. Coraggio, follia, predestinazione possono aver animato una tale lettura da parte sua per dare vita sulla principale porta della Basilica di San Marco ad un racconto che ci introduce al firmamento, alla sfera celeste. Proprio quella popolata dalle stelle che hanno ispirato le figurazioni creando una fantasiosa mappa celeste delle costellazioni abitata da animali, uomini, famiglie, etc. e ancora, attraverso i personaggi, rivivere vicende legate al tempo, alle stagioni, al luogo in cui si viaggia. Gli uomini, i sapienti, sin dai tempi più antichi hanno creato l'universo abitato. Un mondo prima sconosciuto poi codificato

che via via è divenuto indispensabile, necessario per riconoscere la via, per viaggiare, materialmente e spiritualmente.

Alchimia di saperi, personificazioni di leggendarie storie del viaggiare in terre lontane per mare e per terra e così fu sconfitto per sempre l'ignoto. Quest'arco si propone come calendario astronomico e astrologico, riconducendoci alle antiche mappe del Firmamento d'uso comune a quei tempi per uomini di mare come i veneziani sulle antiche rotte dell'oriente. L'emozione per quanto avevo appreso mi spinse a desiderare di inserire gli studi compiuti da Gloria Vallese nell'opera editoriale che stavo allestendo. La sua disponibilità, il comune amore per la Basilica e per la Piazza San Marco, l'apprendimento giorno dopo giorno dalle sue parole ed anche la ricerca fotografica che ne è risultata ha fatto sì che sia stato possibile realizzare un saggio appassionato ed unico, pur sapendo che molto c'è ancora da fare.


Foto © Pino Usicco / elaborazione grafica Sergio Bettin DeHumanaArchitettura ®


Le Costellazioni ci guidano di Gloria Vallese

Il primo arcone del portale maggiore della Basilica di San Marco (secolo XIII) contiene una straordinaria, precoce rappresentazione scultorea della sfera celeste, con stelle e costellazioni rappresentate non solo all’uso occidentale, ma secondo una vasta gamma di linguaggi dal Nord Europa all’Asia, fino all’India e alla Cina: è questo il contenuto di un innovativo progetto di ricerca e di una mostra per i quali l’Accademia di Belle Arti di Venezia si vide assegnare nel 2016 un contributo MIUR per la valorizzazione di beni culturali poco conosciuti o sconosciuti presenti sul territorio (www.stelleeviaggi.org).

Oggi, quella ricerca continua: dopo la riscoperta di quello che possiamo chiamare, a ragion veduta, l’Arco del Firmamento, l’intera struttura della basilica duecentesca sta rivelando poco a poco nella sua intera struttura decorativa i segni ritrovati di quella straordinaria Venezia di viaggiatori a lunga percorrenza, per i quali la geografia e le stelle delle più lontane latitudini erano conoscenza necessaria, da esibire con orgoglio nel massimo monumento cittadino, coniugata a temi teologici quali la Pentecoste e la rivelazione manifestata da Dio nel suo firmamento.


The Constellations guide us by Gloria Vallese.

The first lower arch of the main portal of the Basilica of San Marco (XIII century) contains an extraordinary early sculptural representation of the celestial sphere, with stars and constellations represented not only in Western use but according to a wide range of languages from Northern Europe to Asia, from India to China: this is the content of an innovative research project and an exhibition for which the Academy of Fine Arts of Venice (Accademia di Belle Arti di Venezia) was awarded a MIUR contribution in 2016 for the enhancement of the little-known cultural heritage present in the area (www.stelleeviaggi.org).

Today that research continues: after the rediscovery of what we can call, with good reason, the Arch of the Firmament, the whole magnificent thirteen-century Basilica is gradually revealing in its entire decorative structure the rediscovered signs of that extraordinary Venice of long-distance travelers for whom geography and the stars of the most distant latitudes were the necessary knowledge to be exhibited with pride in the greatest city monument combined also with theological themes such as Pentecost and the revelation manifested by God in his firmament.


Traduzione/Translation by Isabella Usicco

Arco del “Firmamento” estradosso. Astronomia e Calendario. Restituzione della figurazione dedotta da 'teler'

di Gentile Bellini Processione in PiazzaSan Marco del 1496

Foto © Pino Usicco / elaborazione grafica Sergio Bettin DeHumanaArchitettura ®


3. Tempo dello Spirito (estratto parziale)


All’esterno della basilica, il portento dell’annuncio che si rende udibile a tutti i popoli della terra è dimostrato in forma scultorea nell’arcone inferiore del portale principale, stupefacente creazione di un artista ignoto del 1240 circa, che presenta il tema del cosmo stellato utilizzando un linguaggio comune ai viaggiatori, quello della navigazione celeste. Le figurazioni (cacciatori ibridi, animali in lotta etc.) non rispondono a un intento meramente decorativo, come si è a lungo ritenuto, né a un generico programma allegorico-morale, ma rappresentano stelle o costellazioni accostate secondo un ordine preciso, che vanno a costituire un sorprendente modello geometrico-architettonico della sfera celeste. Sono rappresentate non solo all’uso occidentale, ma secondo una vasta gamma di linguaggi e leggende dal Nord Europa all’Asia, fino all’India e alla Cina. Data l’enorme distanza e l’immutabilità nel tempo, il ricamo delle stelle sulla volta celeste forma figure che mantengono quasi la stessa forma anche se osservate da regioni del mondo molto distanti fra loro, e spesso sono note e tramandate fin da tempi antichissimi: è il caso ad esempio del gruppo di stelle in cui già i Greci e gli Assiro-babilonesi riconoscevano l’Aquila in atto di levarsi in volo. Lo scultore ha sfruttato questi riferimenti comuni nello spazio e nel tempo, impiegando simboli che sono gli stessi in diverse regioni del mondo. Altre volte invece ha usato visualizzazioni caratteristiche del folklore di terre lontane, citandole come tali: è il caso di Aldebaran e delle stelle del Toro, su lato sinistro del sottarco, qui indicate ‘alla beduina’, mediante una coppia di dromedari. Le personificazioni dei nodi lunari, alle due basi dell’estradosso, sono invece ispirate all’India, con espliciti riferimenti all’iconografia della coppia celeste Shiva-Parvati.


Arco del “Firmamento” estradosso. Astronomia e Calendario: L'ascesa delle Pleiadi

Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura ®


A volte, come nel caso delle Pleiadi (qui raffigurate come una banda di monelli che si arrampicano su alberi

a primavera, spezzando i rami e svuotando i nidi), l’artista ha giocato su una sorta di mediazione tra varie tradizioni rappresentative, in modo da rendere accessibile la sua creazione a pubblici diversi. In altri punti, il riferimento geografico è stato espressamente creato: come nel caso della costellazione che i Greci chiamavano Engonasin,

o guerriero in ginocchio, qui caratterizzato con tratti scandinavi in modo da sottolineare la sua collocazione settentrionale, in prossimità del Polo Nord celeste. Senso di quest’operazione: in un’ epoca in cui tutti i viaggiatori facevano uso della navigazione celeste, si orientavano cioè facendo uso del cielo stellato, si è fatto in modo che qualunque viaggiatore arrivasse di fronte a San Marco potesse riconoscere nel portale della basilica qualcosa di proprio, provando così un senso di familiarità, di inclusione.


Arco del “Firmamento” estradosso. Astronomia e Calendario: I due Cavalieri. Le due cavalcature si volgono in direzione verso i rispettivi cavalieri. Lo scopo è evocare in modo riconoscibile momenti del Calendario celeste a cui si riferiscono / Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura ®

Arco del “Firmamento” intradosso. Astronomia e Calendario: Serpenti e moti celesti. Alla bse del sottarco una figura maschile e una femminile siedono su serpenti bicefali, e levando le mani fanno germogliare i tralci che si intrecciano lungo tutto il bassorilievo / Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura ®


Con meravigliosa destrezza, l’artista sconosciuto ha saputo condurre il gioco questa creazione obbligata, collocando la moltitudine di figurette di uomini, animali, cacciatori in lotta, in modo da far coincidere mani, piedi, teste, atti, sguardi, coi punti salienti di una rigorosa rappresentazione della volta celeste, cosparsa di stelle e costellazioni, ma anche da riuscire al contempo realistico e plausibile nelle azioni e nei movimenti. Che dire di fronte all’incredibile bellezza e fascino di questa rappresentazione policulturale del cosmo stellato?

Dove è stato trovato questo artista geniale, capace di questa visione intensamente naturalistica, e di questa resa capace sia di un intenso senso tragico, che di una piacevole vena di humor? Non lo sappiamo (ancora). E nulla sappiamo, da un punto di vista documentario, circa la genesi del progetto iconografico di questa calcolatissima e audace opera, che fu certo discussa in ogni dettaglio, e approvata, dai fabbricieri della basilica, dai procuratori di San Marco, dal doge stesso.

Arco del “Firmamento “ intradosso:Uccelli e viaggi. Due trampolieri intrecciano i colli. Il grido delle gru mentre migrano attraverso il Bosforo era un segnale stagionale e indicava l'autunno come ricorda Esiodo (VIII sec. a.C.) nel suo poema Le opere e i Giorni / Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura ®



Gloria Vallese è docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua ricerca si sviluppa su due filoni: il tema della follia e la dottrina degli umori nel Rinascimento (Vizi, virtù e follia nelle stampe di Bruegel il Vecchio, Mazzotta, 1978; Il tema della follia nell’arte di Bosch: iconografia e stile, “Paragone/Arte” 405, 1983, Follia e mondo alla rovescia nel Giardino delle Delizie di Bosch, “Paragone/Arte” 447, 1987; Leonardo’s Melanchonia, “Achademia Leonardi Vinci” V, 1992; The owl on the branch of pearls. Notes for Bosch in Venice,“Annuario ABAV”, 2013; Venezia 1506: quattro esperimenti di Visual Face Recognition, “Annuario ABAV” 2016; Jheronimus, Mazzanti Libri, 2019). Altro ambito di ricerca è l’iconografia medievale, con i recenti approfondimenti sulla Basilica di San Marco: Le stelle i viaggi, “Annuario ABAV” 2014 e 2015; Stelle e viaggi/Un ciclo astronomico del XIII secolo nel portale maggiore di San Marco a Venezia, MIUR/Accademia di Belle Arti di Venezia, catalogo della mostra, Venezia, 2016; La passione di Andromeda/Motivi astronomici nel “Ciclo dei Mesi” del portale maggiore di San Marco a Venezia, “Annuario ABAV” 2017 (in corso di pubblicazione).


Titolo originale VENEZIA PIAZZA SAN MARCO LA LUCE E IL TEMPO

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