• Pino Usicco

Il "Viaggio Virtuale" intervento...

Aggiornamento: 5 mar 2021

VENEZIA PIAZZA SAN MARCO


Gianfranco Roccatagliata, nel secondo intervento in ordine di apparizione nell'Opera Editoriale, propone il saggio: “La 'Piazza San Marco ' il Dettaglio e l'insieme. Immagini & perché ”, p. 72. Egli ci invita a 'guardare' la piazza nel suo insieme, introducendo una sistematica che tiene conto dei “fatti urbani”, della articolazione delle architetture, delle diverse letture delle facciate come volume progettato fra interno ed esterno, e sottolineando come la decorazione avvia un nuovo ulteriore dialogo con l'osservatore. La ricchezza delle sue osservazioni, inquadrate in una logica sequenziale, porta il lettore a percepire il saggio più come immagine scritta, piuttosto che un testo scritto. Ci consegna quindi una visione circostanziata, percettiva, simbolica, di facile comprensione e dal tratto comunicazionale innovativo. Nel secondo volume i suoi interventi sono: “L'angolo tra le 'due facciate' di Palazzo Ducale. Paradigma del progetto come sintesi tra statica, architettura ambiente urbano ed immagine”, p. 1048; e: “Le 'complicazioni' (anche astronomiche) dell'orologio di San Marco poi messe a sistema da Breguet dal 1775”, p. 1414;



Piazza san Marco, Piazzetta, e Colonne Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®



Estratto da: “La 'Piazza San Marco ' il Dettaglio e l'insieme. Immagini & perchè".

Capita di chiedersi se basta “un’occhiata” veloce per rimanere emotivamente coinvolti dalla complessa bellezza di un luogo. Bellezza che è sempre l’esito dell’assemblaggio sapiente di manufattiarchitettonici di grande pregio (1). Vale quindi la pena di definire e mettere a punto, a disposizione dell’osservatore più attento e curioso, una chiave di lettura strutturata che sia di aiuto per uno sguardo più consapevole. C’è sempre molto di più di quello che appare a prima vista anche perché si tratta di un processo che riguarda la formazione (crescita) della città nel suo insieme.

A tal fine il proposito di tratteggiare (con una nota breve ma chiara), un elaborato semplice e di facile comprensione su come “guardare” la città dal punto di vista sia dell’immagine che dei contenuti alla base dello stato emotivo che, talvolta, ci coinvolge. Diventiamo così soggetti attivi, attori “inconsapevoli” dello scenario urbano. Il testo si articola sul confronto quadrangolare tra: 1) - “il percorso seguito dal/i progettista/i”, 2) - la linea suggerita da chi ha “responsabilità politiche” (che talvolta, un tempo, indirizzava anche scelte di fondo di carattere “architettonico ed urbano”), 3) - “l’esito architettonico/urbano” e 4) - “la posizione (situazione/condizione) dell’osservatore terzo” che, più o meno colto e/o sensibile, si colloca ad un “suo” livello di consapevolezza. Tutto questo per fare in modo da agevolare una più ampia condivisione delle ragioni per cui siamo spesso colti da una sorta di inconscio e gradevole “senso della percezione”. E’ meglio essere quanto più numerosi possibile a “soffrire” di quella sorta di “sindrome di Stendhal (urbana)” che ci prende anche quando procediamo alla rapida ricognizione di un sito urbano all’altezza, proprio come quello di Piazza SanMarco in Venezia. In questo percorso siamo a supporto dell’ampia “ricerca” fotografica sulla Piazzacon l’unico obiettivo di dare un contributo per una migliore comprensione degli aspetti e dei contenuti riferibili allapercezione".

Piazza San Marco - Le Procuratie vecchie Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®


([...] per interpretare “correttamente” il riferimento agli aspetti contenutistici della percezione /visiva; gestalt / che costituisce il filo conduttore dell’opera, utilizzerò una citazione da un nostro coautore, Nanni Cagnone, quando scrive, all’inizio dell’opera: [...[ Luce per cui hanno principio le forme e si rivelano i corpi. Possiamo intuire che il mondo reale /fatto di forme, materiali [...] spazi/, se immerso nell’oscurità è come se non esistesse! Poi in presenza della luce, che si manifesta con infinite declinazioni, appare; si rivela! Si tratta di qualche cosa che c’è già ma va messo in evidenza. C’è un mondo reale da portare “alla luce”. Questo pensiero mi ha fatto pensare a quanto si detto di Michelangelo Buonarroti quando, all’apice di una vita di lavoro e di ricerca, si espresse con il cosiddetto “non finito”, soprattutto “i prigioni” /1525 1530/; in piena maturità concretizzò l’idea che l’opera d’arte stesse già “imprigionata” nel materiale […] si trattava solo di tirarla fuori, di portarla alla luce. Infatti, le figure paiono volersi liberare [...] Riflessioni semplici che vogliono essere un contributo per entrare nel “clima” che sta alla base dell’impegno profuso per la realizzazione dell'opera editoriale).

Piazza San Marco - Le Procuratie vecchie Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®


Chi attraversa la città lungo i canali (come d’uso comune prima della dominazione austro/ungarica) ha la sensazione di guardare “corpi omogenei” da fuori, un po’ come quando si osserva una scultura. A “volume inverso” (in negativo), quando sei nella Piazza, hai una sensazione simile ma da dentro. Ci si trova all’aperto ma, allo stesso tempo, in un “interno” ***. Allora ci ricordiamo che si dice (è quanto mai vero) che la Piazza è il “salotto di Venezia”; Un ambiente “intimo” come all’interno di un appartamento, ma con il cielo per soffitto! (13) Questa sensazione è accentuata dalla presenza dei quattro “Caffè storici”: il Chioggia in Bocca di Piazza a ridosso della Libreria, il Lavena ed il Quadri a ridosso delle Procuratie Vecchie ed il Florian a ridosso della Procuratie Nuove. E’ costellata da esercizi commerciali, che trovano sede sotto il lungo porticato perimetrale, proprio come nel ‘700 quando si vendevano prevalentemente anche pizzi, vetri, spezie [...]. Questo argomento sarà oggetto di particolare trattazione in apposito volume.

Il “monumento” al cento della vicenda architettonica ed urbana descritta, è indubbiamente la Basilica di San Marco.



Piazza San Marco, Basilica di San Marco - Facciata Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®


Di essa, è stato de/scritto “quasi” tutto; storia, aspetti costruttivi, riedificazioni ed impreziosimenti successivi realizzati anche con materiali architettonici “di spoglio” portati a Venezia come trofei (in gran parte nel XIII secolo). 500 anni di stratificazioni su se stessa. Con alcuni passaggi, per noi, di più rilevante interesse. A partire dall’828; è del 976 è la prima ricostruzione fino all’impostazione di quella definitiva che ha inizio nel 1063 e si protrae, per secoli, fino al 1500. La realizzazione definitiva della Piazza prospiciente, come già scritto, decolla proprio in quel periodo (fine 400 inizio 500, tra Rinascimento e Manierismo). Conclusa in circa 500 anni l’opera primaria, la Basilica; si provvede, allora, a valorizzarla con una cornice all’altezza che ne esalti le qualità. Questa differenza di “ruolo” è stigmatizzata anche dalla differenza di stile e dei canoni seguiti nelle fasi di progettazione/realizzazione.


Piazza San Marco - Le Procuratie nuove e l'Ala Napoleonica Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®


Le Procuratie e l’Ala, completate dopo la Basilica, costituiscono un complesso architettonico che risente ancora della cultura rinascimentale; intriso di regole (disciplinate, in genere, da “trattati”) sono il frutto di un preciso percorso di progettazione (14).


(Nel caso specifico, la scelta della realizzazione dell’Ala Napoleonica, insinuerei un commento “critico” finalizzato a concludere ed a chiarire quanto fino ad ora scritto sui criteri rigorosi su cui poggiano le linee seguite nella progettazione della Piazza. Prima della costruzione dell’Ala, il lato della Piazza di fronte alla Basilica vedeva, al centro, la chiesa di San Geminiano /metà del XVI secolo/ con la sua splendida facciata; a sinistra veniva “toccata” dal proseguimento delle Procuratie Nuove, a destra dalle Procuratie Vecchie. In tal modo veniva brillantemente risolto il problema rimasto irrisolto del collegamento diretto dell’Ala Napoleonica con le Procuratie Vecchie. I Francesi [...] hanno forse deciso troppo velocemente. Sta di fatto che “la soluzione” c’era ma, per esigenze di carattere probabilmente politico, è stata disinvoltamente stravolta [...]).




Piazza San Marco, Basilica di San Marco - La facciata Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®



La facciata di San Marco, invece, è l’esito, come il resto della Basilica, di secoli di aggiunte, migliorie e decorazioni certamente non determinate dalle precise indicazioni di un progetto. La facciata (l’intera Basilica) non è stata “disegnata” nel 1063. All’epoca fu “impostato” l’impianto complessivo della fabbrica ed in seguito, chi intervenne, diede un suo contributo originale nel rispetto dell’esistente. E’ sorprendente il fatto che, anche in assenza di una traccia precisa, le soluzioni adottate sono da considerarsi pienamente riuscite proprio sotto il profilo del rapporto tra architettura e contesto. I punti di vista, anche qui, sono tenuti in grande considerazione; dalla Basilica, la lunga terrazza, proprio sopra il primo ordine della facciata, verso la Piazza e, dalla piazza verso la Basilica. Il “verso la Basilica” è certamente un punto di vista che ha stimolato, nel tempo, diversi osservatori anche molto qualificati: pittori, fotografi, cittadini o semplici turisti. Dalla vista della Piazza da parte di un grande vedutista come Francesco Guardi (del 1765 circa) all’impressione di Renoir fino al rigore, quasi da “prospetto architettonico esecutivo”, di Alberto Prosdocimi che, nello stesso periodo 1880/1881, danno della facciata interpretazioni completamente diverse.



Pierre-Auguste Renoir, Piazza San Marco, Alberto Prosdocimi, Basilica di San Marco, facciata,

Institute of Art, Minneapolis, 1881 acquerello dal Portafoglio Ongania,

Tavv. 4-24, Cromolitografia, Venezia 1881



Dall’impressionismo all’iper/realismo. Ambedue di grande interesse e, comunque, ispirate dal colore ***(dai colori) della facciata dovuto a: splendidi mosaici dorati, rivestimenti e colonne decorative in marmi policromi e bassorilievi di pregevole fattura. In più il “chiaro/scuro” che, anche sulla facciata più importante della Piazza (orientata SO), accentua determinati effetti da varie angolazioni per quasi tutto il giorno.




Piazza san Marco, Libreria Marciana, 1537-1588 Foto © Pino Usicco DeHumanaArchitectura®


Quando iniziai ad occuparmi di questo lavoro intendevo indagare sulle forme e le parti della Piazza San Marco perché da sempre sollecitato da quel linguaggio complessivo ma sopratutto stimolato dall'immenso materiale iconografico e iconologico da studiare in essa. Lo scopo:consegnare un 'racconto visivo', un “Viaggio Virtuale” che visualizzasse nella sua esposizione - rappresentazione, immagine dopo immagine, l'omogeneità della piazza per come si presenta realmente e che restituisse in maniera più consona al lettore visivamente e percettivamente le sue molteplici e articolate soluzioni architettoniche e decorative. 'Mantrico è l'atteggiamento e lo strumento dell'osservazione': in questo modo la percezione diventa il mezzo per costruire le differenti sovrapposizioni di interventi e il racconto visivo connesso. Migliaia di scene, un organismo espressivo complesso dove le sorprese nell'affollata sequenza sono molte, rivelatrici di un sempre vivo contributo nei secoli della società veneziana, per promuovere l'idea della città ideale. Molte cose, già alla fine del '400, riguardo il perché di una certa soluzione architettonica o decorativa sono andate perdute, alcune irrimediabilmente. Mia intenzione era consegnare un documento quale punto di origine per espandere, dilatare ulteriormente gli studi, fornire una chiave di lettura semplice, una base stimolante, curiosa, rigorosa, un soggetto aperto per chi voglia ampliare la ricerca e portare il suo contributo.


Con Gianfranco iniziai a vedermi e condividere la mia esperienza dopo quattro anni che stavo lavorando all'Opera Editoriale della Piazza San Marco. Avevo completato gli studi, realizzato gran parte delle sessioni fotografiche e iniziato l'impaginazione; una mattina ci incontrammo e parlammo della Piazza San Marco, dei suoi aspetti architettonici, del significato delle opere nel contesto urbano, e della necessità di realizzare un documento che facilmente invitasse alla comprensione. Una visione non tanto storica ma architettonica e di comunicazione, che interagisse con il percorso o viaggio fotografico. Gli chiesi se volesse aiutarmi in questa esperienza interdisciplinare. Il suo fiuto, l'entusiasmo e la possibilità di sostenere l'iniziativa realizzando il documento di sintesi per una lettura della piazza come in fondo lui aveva sempre desiderato, aprirono la via a qualcosa di più, a qualcosa che va aldilà del lavoro, anche se espressione di passione. La sua adesione mi confortò, mi diede vigore e forza in un momento complesso. Il suo ragionato rigore, il suo aiuto costante attivo e critico, mi ha permesso di affrontare con lui taluni passaggi come l'evoluzione del prodotto, la creatività, e l'ordito strutturale. Ha sempre a seconda dei casi attivato una critica costruttiva. Data la sua incondizionata passione per l'orologeria si interessò anche a dissertare aspetti tecnici sull'Orologio della omonima Torre.



GIANFRANCO ROCCATAGLIATA

Architetto (Genova 01/06/1946), si orma nel campo dell’arte (e) della rappresentazione. Di seguito frequenta, fino alla laurea (1970), i corsi universitari presso lo IUAV (oggi Università IUAV di Venezia).Svolge attività didattica e di ricerca presso lo stesso Istituto dal 1971 al 2010. Dal 2005 al 2010 ha fatto parte del gruppo di Docenti responsabili del Laboratorio di “Progettazione Esecutiva dell’Architettura - modulo di Tecnologia dell’Architettura” e del Laboratorio di laurea specialistica in “Costruzione dell’architettura”. È qui che matura un particolare interesse per il rapporto tra architettura e ambiente urbano. In particolare la ricerca sul ruolo della “facciata nel progetto di architettura” culminata in progetti e pubblicazioni tra cui il saggio La facciata in pietra. Stato dell’arte e prospettive. Una ricerca difficile, in: “D’A: d’Architettura. Rivista internazionale d’architettura”, n. 19 ,nov. 2002. Da qui l’interesse a collaborare a Questa è Venezia – Piazza San Marco.



Titolo originale VENEZIA PIAZZA SAN MARCO LA LUCE E IL TEMPO

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